L'Italia s'è desta

Così in mezzo a mille disgrazie, morti, malati, finti malati, sbarchi di disperati sulle nostre coste disperate, chiusure di industrie, lavoratori senza più un lavoro, depressi cronici e finti entusiasti, Donnarumma, il portierone italiano che non giocherà più in Italia, para il rigore di Bukayo Saka, Nigeriano che gioca in Inghilterra, e manda un paese in visibilio. Chissà se negli enormi assembramenti si saranno mischiati asintomatici, convinti del Covid, menefreghisti della pandemia, entusiasti del vaccino e chi il vaccino non lo farà mai.

Ma si, tanto il Virus per questa notte se ne starà ben nascosto e ci lascerà in pace a festeggiare. Festeggeranno sicuramente i brillanti giocatori italiani, che riceveranno un premio di 250 mila euro a testa. Si dirà che è meno di quello che avrebbero percepito quelli inglesi e che se lo sono meritato. Ora, sul fatto che sia meno non c’è da obiettare. Sembra infatti che agli Inglesi, in caso di vittoria, sarebbero andati il doppio degli euro Italiani. Sul fatto che se lo sono meritato, magari, in questo momento, con il paese ormai in ginocchio, pronto alle richiusure (ma non in questi giorni di festa), senza più lavoro, dove un pennuto generale in mimetica cerca di scovare negli anfratti più reconditi i recalcitranti al vaccino, forse è un tantino esagerato. Ma si sa in questo, contagiati o no, vaccinati o no, siamo tutti disposti a fare delle deroghe. Ad abbracciarci nelle piazze, urlarci in faccia: “Italiaaaaa”, a beccarci qualche starnuto, qualche manata piena di sudore e a saltare di gioia, mano nella mano con un non vaccinato o con un asintomatico. Chissenefrega, vada al diavolo anche il virus per una notte.

A pensarci bene, secondo i nostri stimatissimi esperti, è bastata una notte di pallone e, neanche tanto, di follia, ad innescare un domino tragico che, sempre secondo i nostri pregiatissimi virologi, dottori e governanti, ha messo in ginocchio il paese e sottoterra qualche migliaio di persone. Tutto è partito da: Atalanta – Valencia. Gli immunologi preparatissimi e competenti dicono che quella è stata la partita zero. Chissà cosa diranno domani, dopo la finale degli europei, che ha portato nello stadio di Wembley 60 mila umanoidi urlanti, sudati e senza una sola mascherina, tutti appiccicati e saltellanti. E come giustificheranno le migliaia di persone che hanno invaso le città italiane in questa notte di festa. Tutti senza mascherine, tutti mischiati e tutti appiccicati. Ma per fortuna, i nostri irreprensibili e ferrati virologi nonché i nostri lungimiranti governanti, hanno già approntato il piano “P” (mi sa che siamo ormai arrivati a questa lettera) che prevede zone rosse a tappeto, coprifuoco strettissimo e riconferma dello stato di emergenza.

A proposito, per inciso, giusto per fare qualche ripassino di legalità, lo Stato di Emergenza non è contemplato nella nostra Costituzione, ed è una richiesta che deve partire dal basso (Comuni in difficoltà dopo terremoti o altri disastri) e, quindi, non dal parlamento. Lo stato di emergenza serve solo per permettere alla Protezione Civile di agire con più velocità e in modo mirato, in caso di gravi calamità naturali. Quindi è una “cosa” che non serve a niente se non terrorizzare i più deboli di mente o quelli che si bevono tutte le panzane che TV e Governo gli propinano. Quindi evviva evviva si tornerà come eravamo, ma solo a settembre, perché prima qualche contentino a questi poveri fessi bisogna darlo. Fatevi le vacanze e sfogatevi che poi torniamo in gabbia. Ma ci torneremo da Campioni d’Europa e chissenefrega se non avremo più lavoro, se la scuola verrà per tutta la vita fatta in DAD, se lo Smart-Working diventerà l’unico modo possibile di lavorare e se saremo costretti a fare i nostri aperitivi come i carbonari del XIX secolo. In fondo anche quest’anno ci siamo denudati sulle nostre amate e in gran parte fetide spiagge, abbiamo speso per qualche cena al ristorante quanto avremmo pagato per un viaggio nella stratosfera sul Virgin Galactic e abbiamo soggiornato in Hotel fatiscenti o case vacanze che abbiamo pagato come una notte all’Hôtel de Paris di Montecarlo.

Insomma, ebbri e felici, ci siamo fatti chiudere in casa da una partita di calcio, e una partita di calcio ci ha riportati tutti nelle strade. Curioso come un filo sottile leghi questo paese al calcio nelle vicende più tragiche. Curioso e forse figlio di un divino disegno, come il calcio abbia da sempre riunito il nostro popolo. Lo abbia rimescolato e frullato come un cocktail di banane e restituito alla vita di sempre, sempre più povero, sempre più miserrimo, ma sempre, ogni volta, Campione di qualche cosa nel calcio. A questo proposito di sicuro Nerone fu un visionario di grandissima lucidità al pari dei nostri straordinari virologi che ci hanno illuminato, spiegato, insegnato e sostenuto in questa battaglia che ancora stiamo affrontando, con sapienti interventi che hanno diffuso un senso di tranquillità e speranza in tutti noi. Per non parlare dei nostri governanti, che si alternano sulle panchine, senza più essere eletti da nessuno, ma comunque meglio che risparmiamo un sacco di soldi. Loro si che hanno saputo e sanno dirigerci, darci i giusti consigli, valutare bene le mosse da fare, spingerci ad azioni che ci proteggono, che ci migliorano e, soprattutto, sanno indicare con precisione e sicurezza la via da percorrere per combattere senza timori o ripensamenti questa battaglia.

A conti fatti, se ci pensate bene tatticamente, medici, virologi, governanti e chi più ne ha ne metta, sono tutti preparatissimi e sicuri di quello che dicono e fanno. Non importa se domani diranno e faranno il contrario, è solo perché si adatteranno alle mosse dell’avversario e cercheranno di contrastarlo con argute e fini contro-mosse studiate a tavolino da un comitato di esperti. Insomma siamo in ottime mani e sicuramente meglio di così non si poteva fare. Certo alcuni sono stati sostituiti per infortuni o perché hanno avuto la peggio, ma la visione totale sul campo è chiara e la mossa finale che ci porterà alla vittoria è ormai pronta.

Peccato che poi arrivi un Italiano che non giocherà più in Italia e un Nigeriano che gioca in Inghilterra che si guarderanno negli occhi per un infinito secondo e…. tutta la tattica, la preparazione, i consigli, le strategie e le indicazioni date, vanno a farsi fottere.

Almeno per una notte, l’Italia s’è desta.

Commenti

Post popolari in questo blog

La Sindrome di Stoccolma

Tutti morimmo a stento

L'Italia non c'è più