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È la somma che fa il totale

Negli ultimi tempi il numero delle gravi reazioni allergiche o delle “morti improvvise” dopo la vaccinazione, sta aumentando vertiginosamente. Da illustri personaggi come Allevi, che dichiarano di aver sviluppato il tumore, alla morte improvvisa di una sconosciuta ragazzina: “Chiara” di 18 anni che si sente male e muore al rientro a casa dopo una festa, l’elenco sta diventando lungo e pericoloso. Come diceva Totò: “È la somma che fa il totale” e il conto prima o poi arriva sempre. Dalle reazioni avverse più comuni come l’Herpes Zoster, abitualmente detto “Fuoco di Sant’Antonio”, all’insorgere e/o all’improvviso sviluppo di patologie dormienti sino alle morti improvvise, i database di tutto il mondo stanno impazzendo. Nel nostro paese, ogni giorno decine e decine di persone muoiono o lamentano reazioni avverse. Fatevi un giro sui quotidiani locali o sui database come Vaers o anche sul sito dell’ISS del nostro beneamato governo. I numeri sono impressionanti e salgono settimana dopo s

Perdono

“Perdono” lo cantava Caterina Caselli. Era il 1966 e la canzone fece un certo scalpore. “Casco d’oro” così era soprannominata la Caselli, era un personaggio molto sicuro di sé. Determinata, perentoria, abile. O almeno questo era il suo “personaggio”. Nel ritornello la canzone recitava: “Perdono – Perdono – Perdono - Il male l’ho fatto più a me” Insomma come dire che mi sono fatta male da sola, mentre ho fatto male anche a te e per questo ti chiedo perdono. Il perdono è cosa antica che ci arriva dal cristianesimo. Nel Vangelo di Matteo (18-22), Pietro chiede a Gesù: Signore quante volte dovrò perdonare mio fratello se pecca contro di me? Fino a sette volte? E Gesù gli risponde chiaramente: «Non ti dico fino a sette ma fino a settanta volte sette» Quindi bisogna perdonare ma sino a un certo punto, in quanto matematicamente 70 volte 7, fa un numero altissimo di volte sicuramente, ma non un numero infinito. Forse anche Gesù a un certo punto, dopo una serie di innumerevoli torti, no

Io non vi perdonerò mai

La vicenda dell’Eurovision 2022, ha chiuso definitivamente il capitolo della coscienza di massa, del pensiero critico e dell’autonomia decisionale. Non che ci fosse bisogno di altre conferme, ma gli articoli letti in questi giorni, i post, le chiacchiere che ho sentito in giro, hanno confermato inequivocabilmente la fine di questo paese dal punto di vista dell’autonomia cerebrale. Non sono contrario ai festival o a kermess di questo tipo anzi, auspico che il mondo sia pieno di ragazzi che si possano ritrovare, cantare e ballare sulle note delle canzoni dei loro idoli. È che “questo” Eurovision, non ha avuto niente a che vedere con le chiassose folle che riempivano gli stadi o i parchi nella provvisoria illusione di “essere liberi”. Il gruppo Ucraino: Kalush Orchestra vince l'Eurovision. Lo vince in una città che mi è cara: Torino dove ovviamente, al di là della lucente e festosa immagine del Festival, si nascondono mali oscuri e di lunga data. Mali mai risolti, che convivono c

Dietro la collina

A volte qualche lettore mi giudica un po’ “pessimista”. Forse ha ragione. Io in realtà cerco sempre di essere molto realistico e, da quando sono bambino, ho sempre tenuto fede a quello che mio papà mi diceva: “Immagina il peggio che c’è e preparati ad affrontarlo. Non ti preoccupare non accadrà mai, ma se dovesse accadere sei pronto a fargli fronte”. Così qualche volta atterro su questo pianeta, sono un “pesci” e come tutti i pesci più propenso ai sogni che alla realtà e cerco, di calarmi nella vita reale. Se tornassimo indietro nel tempo e rileggessimo la storia, quella vera, riascoltassimo le frasi dei leader dei grandi paesi o quelle delle persone influenti, se diamo uno sguardo ai cambiamenti economici e politici che investono da qualche tempo il pianeta, ci accorgeremmo di come in modo ben delineato, dietro tutto questo ci sia la costruzione di un puzzle che si sta rivelando in tutta la sua mostruosità e pericolosità. Dietro la collina il futuro di questo paese è tutt’altro che

Il mondo che verrà

 Il mondo che verrà, non avrà niente a che fare con quello che abbiamo conosciuto sino ad ora. Lo hanno capito in tanti chi prima chi dopo. La maggior parte delle persone, ha accettato senza battere ciglio una “nuova” normalità, che agli occhi dei tanti che hanno intuito come andrà a finire, non è accettabile. Questa maggioranza si aggira sicura tra le strade e le piazze delle città, trovando normale il vedere gli amici bardati di tutto punto con mascherine e guanti (alcuni) e, salutandosi dandosi il gomito o il pugno. Questa maggioranza poi si siede ai tavolini dei bar e dei ristoranti, ordina da bere o da mangiare, mostra con sicurezza il proprio lasciapassare come si mostra con noncuranza, il biglietto del tram al controllore. Nel loro mood quotidiano vivere così, rinchiusi da un modus vivendi che ha imposto regole sostenute da una campagna di terrore senza precedenti, per loro è diventato normale. È diventata: la vita. Klaus Schwab il co-fondatore di Google, ha dichiarato c

Se vuoi la verità, dovrai cercartela da solo

Julian Paul Assange il 3 di luglio 2022 compirà 51 anni. Probabilmente farà il compleanno in un carcere di massima sicurezza degli Stati Uniti. Oggi (20 aprile 2022), la Corte di Londra quasi sicuramente darà il via libera alla sua estradizione in America. Rischia 175 anni di carcere. Per quanto mi riguarda, quello che rischia non è più così fondamentale. Julian Assange fisicamente non esiste più da tempo. Imbottito di chissà quali sostanze negli anni passati in carcere, Assange è ormai una larva umana. Gli Stati Uniti lo inseguono da anni, perché Julian ha rivelato “documenti segreti” in cui si evincevano i crimini americani, le esecuzioni, i soprusi gli stupri umanitari e politici, da loro perpetrati nei paesi "invasi" dall’impero USA. Documenti “segreti” che quindi noi, la gente comune, il popolo di questo pianeta, non doveva venire a conoscenza. Perché il popolo “bue”, il popolo stupido e manipolato, deve essere oggi aizzato contro i cattivi Russi, contro i guerrafon

Carthago delenda est

Marco Porzio Catone (Il censore), politico generale e scrittore romano, visse gran parte della sua vita, con la netta convinzione che Cartagine dovesse essere eliminata. La frase che amava ripetere in Senato dopo ogni discorso era: “ ..ceterum censeo Carthaginem delendam esse “ ovvero: ”…per il resto, ritengo che Cartagine debba essere distrutta”. Il suo ultimo impegno pubblico, fu infatti quello di incitare i suoi compatrioti alla “Terza Guerra Punica” e la distruzione totale di Cartagine. Si noti che la definizione latina “delenda”, deriva dal verbo “dēlĕo” e si traduce con: distruggere, annientare, eliminare… estinguere. Ora, mi sembra che Catone avesse le idee chiare su cosa fare di un nemico. Il verbo “Estinguere”, non ha fraintendimenti. Vuol dire cancellare definitivamente anche dal punto di vista storico una cosa. Vuol dire riscrivere la storia di un periodo, stracciando definitivamente e bruciando le pagine che riguardano una certa civiltà, un certo popolo getta

Il mondo è grigio il mondo è blu

Quelli un po’ più datati come me, ricorderanno questa canzone di Nicola di Bari. Correva la fine degli anni sessanta. Nel mondo le proteste di piazza si moltiplicavano e da noi stava per arrivare il sessantotto.   Da allora è cambiato moltissimo in termini di tecnologia, lavoro e sviluppo economico. Ma soprattutto è cambiato il nostro modo di essere, di pensare, di affrontare le cose. Siamo passati da una coscienza critica ad una approvazione totale, incondizionata e inconsapevole del potere e di tutto quello che da esso ne deriva. Abbiamo perso quella voglia di ribellione, di opporci al sistema e sacrificarsi se serviva, per la causa comune. Insomma abbiamo perso quel tipo di anima e di consapevolezza della nostra forza, verso un mondo che vedevamo grigio ma che volevamo fortemente di colore blu. Anche oggi il mondo è grigio e blu. Due nette divisioni in cui noi tanto per non sbagliare, abbiamo deciso di schierarci con la parte grigia. Dico tanto per non sbagliare, perché mai nell