La verità negata

La settimana scorsa ho rivisto un film molto bello: La verità negata. Il titolo originale: Denial, rende ancor più l’idea. Vuol dire: Rifiuto.

Una storia vera che racconta della vicenda della scrittrice D.Lipstadt, statunitense, nota per i suoi scritti sull’Olocausto e per aver raccontato la verità su questa immane tragedia che ancora oggi pesa su tutta l’umanità, al pari di moltissime altre. La Lipstadt scrisse nel 1993 un libro: Denying the Holocaust in cui accusò David Irving, saggista specializzato in storia militare, di aver diffuso notizie false sullo sterminio nazista degli ebrei, sino ad averlo negato; affermazioni delle quali fu chiamata a rispondere in tribunale dallo stesso Irving venendo poi assolta con formula piena.

Dal dopoguerra ad oggi, noi viviamo di verità negate.

Da Piazza Fontana a Ustica, dall’Italicus alla strage di Bologna, da Gladio alla P2, la Mafia etc etc, siamo pieni di memoria e ricostruzioni che vivono ancora oggi di verità negate.

Anche oggi, ai giorni nostri, siamo invasi da nebbie, depistaggi, rifiuti, sparizioni e oblio di dati importanti, di documenti, di testimonianze che potrebbero inchiodare persone influenti. Ma non riusciamo a venirne a capo e non riusciamo, anche solo per una volta, a dire: abbiamo finalmente la verità. Magari solo una, ma alla fine ci siamo riusciti.

Aldo Moro, statista giustiziato dalle BR nel 1979 diceva: “Quando si dice la verità non bisogna dolersi di averla detta. La verità è sempre illuminante. Ci aiuta ad essere coraggiosi.” Peccato che anche quella verità, la verità sui fatti di Via Fani, sia rimasta una verità negata .

A tornare indietro solo di un anno, se ad oggi si fa la comparazione con le indagini e le ultime rivelazioni su tutta la letteratura della “pandemia”, di verità negate ne troveremmo centinaia.

Dai falsi ricoveri, ai numeri gonfiati sui decessi, a quelli ultra gonfiati sui positivi, alle tangenti sulle mascherine, ai vaccini con dentro fisiologica, alla sparizione dai siti ufficiali dei dati sulle reazioni allergiche al vaccino, dai documenti OMS che inchiodano l’Italia e i suoi rappresentanti al depistaggio sul Piano Pandemico, da Ranieri Guerra a Conte, Draghi, Lorenzin, Arcuri etc. etc. per finire a Speranza. Insomma tra richieste di indagini, denunce, cause e ricorsi, credo che si sia prodotta una quantità tale di carte bollate da coprire l’intero paese. Semmai la verità verrà fuori e i responsabili delle accuse, anche molto pesanti, individuati e presi; probabilmente, dovremmo azzerare l’attuale esecutivo, compresi amici consulenti e comprimari e ripartire da zero.

Non credo che mai arriveremo a questo. Probabilmente, se qualche accusa verrà provata, tra qualche decina di anni, tutto nel frattempo sarà stato dimenticato e, nelle nebbie dei ricordi, tutti diranno: vabbè ormai…

Già, proprio su questo “vabbè ormai” contano i mandanti, gli attori protagonisti, i veri delinquenti che, se dimostrato, hanno praticamente ridotto un paese ad un cumulo di macerie, e raccontato, per imporre il loro volere, una tale quantità di balle da far impallidire l’intero pianeta.

Uno di questi è Speranza. Attualmente è in una posizione poco simpatica. Questo omino, pagato da noi, è al centro di una serie di gravissimi fatti che potrebbero, se dimostrati, ridurre tutta la portata di questo Virus, della sua gestione e, di conseguenza, ribaltare colpe e coinvolgimenti, su tutte le persone decedute o ammalatesi in questo ultimo anno. Si parla di coinvolgimento in Test gonfiati ad arte nei numeri in eccesso, Protocolli usati per curare i malati completamente errati e tutta una serie di negligenze, costate la morte di molte persone e la distruzione dell’economia del nostro paese. Coinvolto in questo orribile fatto, se accertato, anche un altro “intoccabile”: Ranieri Guerra. Questo signore, più pericoloso del primo, è stato (o è ancora, non si capisce), un dirigente OMS e amico di Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’OMS. 

Speranza, accerchiato da tutti i lati, si dibatte e, grazie al fatto che deve avere protezioni molto in alto, resta in bilico distribuendo sciabolate a destra e a manca, nel tentativo di sotterrare i suoi nemici. Ultimo colpo che ha sferrato, è stato ricorrere, tramite il suo Ministero, al Consiglio di Stato per far annullare il voto del Tar del Lazio, che riconosceva di fatto il sovversivo per quanto sacro principio che “i malati non si lasciano in vigilante attesa ma si curano. E ai medici va accordato il diritto-dovere di utilizzare i farmaci che in scienza e coscienza ritengono più opportuni al quadro clinico di ciascun paziente”. Tra l’altro, pochi giorni prima, il Senato aveva approvato un ordine del giorno proprio per l'impegno a implementare le cure domiciliari; l'approvazione era avvenuta in modo quasi unanime (212 a favore, 2 astenuti, 2 contrari) e ha chiesto al governo di approvare un protocollo unico nazionale per regolamentare e ampliare le cure domiciliari contro il Covid-19.

Ora il ricorso va nella direzione esattamente contraria. Cioè per semplificare: Speranza vuole che, obbligatoriamente, i medici di base stiano a casa loro, che prescrivano in caso di contagio: Tachipirina e Vigile attesa e, quando la situazione dovesse peggiorare, il trasporto in ospedale, l’intubazione e il resto ve lo lascio immaginare. Questo, tanto per chiarire a quel 30% del paese che nelle indagini di mercato è contento di questo governo, che vi auguro di non beccarvi mai nessuna malattia, perché in quel caso la Tachipirina e la Vigile attesa hanno buone probabilità di regalarvi un biglietto di solo andata sulla barca di Caronte.

Ma dietro a questo colpo di coda del ministro ci sono una serie di indagini che fanno spavento. Senza stare a fare elenchi o riportare numeri, possiamo semplificare dicendo che molti membri di questo governo, molti consulenti di questo governo e molte figure di secondo piano, se provate le accuse, avrebbero compiuto atti gravissimi, per approfittare di un virus che emerge essere oggi facilmente curabile con protocolli poco dispendiosi e impiantare una cultura del terrore, un taglio delle libertà democratiche dei cittadini per interessi personali, per appropriarsi di denaro, spazi e potere, che non avrebbero mai potuto avere in modo diverso.

Insomma, una fregatura per tutti noi e una gran bella festa per tutti loro. Chiaro che tutto questo va provato, ma a ben vedere quello che succede nel resto del mondo, non in Europa e in particolare nel nostro paese, le notizie che arrivano vanno tutte nella direzione opposta, della letteratura che è stata diffusa e perseguita qui da noi.

Facciamo qualche esempio. Siccome dopo una partenza con i fuochi di artificio i vaccini un po’ non arrivano un po’ la gente non si vuole vaccinare, allora che fare? Rendiamo obbligatorio il vaccino. Unico paese al mondo. Dopo vari tentativi, si scopre tra ricorsi, denunce etc. che non è possibile obbligare la gente a vaccinarsi… allora che cosa facciamo? Decidiamo di fare il Green Pass, cioè: sei vaccinato? Allora puoi viaggiare sui treni, andare al cinema, fare la spesa, lavorare etc. etc. Ma anche questo tentativo sembra andare a vuoto, visto che viola i nostri principi Costituzionali. A questo proposito, mi rivolgo a tutti quelli e sono tanti, che si vaccineranno. Allora, quella di vaccinarsi o meno è una scelta personale che riguarda un intervento sulla salute personale, che rivela, nel caso di scelta del vaccino, la volontà sicura di difendersi da qualche cosa che pensiamo possa essere dannoso per la nostra salute. Ma il cancro che è stato instillato nella mente delle persone è che il vaccino non serve per la tua salute, ma serve se vuoi lavorare, se vuoi prendere un taxi, se vuoi andare al ristorante etc. Quindi, non potendo obbligare la gente al vaccino, si obbliga la gente a farlo, raccontandogli l’ennesima verità nascosta: se ti vaccini torni alla vita di prima altrimenti resti incarcerato. E saranno moltissimi, anche i meno sospettabili, che abboccheranno a questo amo e si vaccineranno, nella speranza di tornare liberi, di andare al cinema, di lavorare. Mi dispiace per questa gente, ma a parte che nessuno tornerà libero o come eravamo prima vaccino, la cosa agghiacciante è che vi fate iniettare chissà cosa solo per tornare al lavoro o prendere un caffè al bar, non perché siete convinti che questa cosa vi salverà da questo virus. 

Nel frattempo, anche se nell’occhio del ciclone, Speranza nega o fa spallucce e tira diritto. Nega tutto, si appella agli amici intoccabili, chiede aiuto, si dibatte e insomma ha un totale atteggiamento di: Rifiuto. Anche lui ha la sua: Verità negata.

Come sempre, per tutti, vale la “presunzione di innocenza” e quindi anche il nostro Speranza può sperare che, tra cavilli, rinvii, leggi apposite e intanto un continuo diffondere numeri e terrore sul virus, si assopisca definitivamente questo vento nemico che gli soffia contro e che rischia di portarselo via.

La settimana che se n'è appena andata si è anche portata via un amico. Non lo vedevo da tempo, ma con lui ho condiviso molti dei miei anni di gioventù. Abbiamo suonato insieme un po’ di volte, condiviso amici, compagnie, serate etc. La cosa mi ha colpito molto, ma la vera amarezza è stata aver scoperto che la moglie, nel segnalarne la morte, abbia specificato: “… non è morto di Covid…”.

Questo puntualizzare mi ha fatto più male che la notizia della sua morte: non è morto di Covid, ma di un cancro devastante, che lo ha anche fatto soffrire. Perché di cancro si muore. L’anno scorso in Italia (dati ISS), sono stati segnalati: 377.000 casi di tumore maligno. Si stima che purtroppo oltre 180.000 di questi porteranno alla morte. Una cifra impressionante, di cui nessuno parla più. Perché parlare delle cose reali, raccontare la verità a tutti, vorrebbe dire assumersi ormai responsabilità enormi che potrebbero anche sovvertire il nostro ordinamento repubblicano.

D’altra parte, il cancro non è infettivo come il Covid-19. Non si trasmette per contatto, o perché tossisci vicino ad un’altra, perché lo abbracci o ci fai la spesa insieme. Verissimo, il cancro non ha bisogno di questi sotterfugi. Il cancro ti aspetta da solo, dietro la porta di casa, mentre stai mangiando con le persone care, mentre fai l’amore, mentre ti disperi, mentre sorridi, mentre semplicemente… vivi.

Il cancro non è una verità negata.

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