Informazione e pensiero

Parto da un fatto che ha colpito una cara amica nella veste di un suo familiare. Il cognato decide, qualche giorno fa, di farsi vaccinare contro il Covid. In famiglia si apre una discussione tra chi lo sconsiglia vivamente e chi, invece, lo appoggia sostenendolo con vigore. Lui, che non aveva bisogno di approfondimenti per decidere, perché immagino avesse fatto tutte le ricerche possibili e si fosse informato in modo esaustivo, si fa vaccinare. Qualche giorno dopo, viene ricoverato in ospedale con simpatici effetti collaterali.

Ora, nessuno dei familiari che lo avevano sconsigliato ha gridato: Te l'avevo detto... ma certo è che il fatto in sé merita un approfondimento sulle scelte che facciamo, sul come le facciamo e sul perché le facciamo e su come, dove e come ci informiamo o possiamo informarci, in modo libero e consapevole.

Tempo fa mi è capitato tra le mani un articolo del British Medical Journal, scritto dal Dott. Peter Doshi: https://blogs.bmj.com/bmj/2021/01/04/peter-doshi-pfizer-and-modernas-95-effective-vaccines-we-need-more-details-and-the-raw-data/ Non mi dilungo sui dati e i numeri che vengono messi a confronto nell’articolo ma il risultato è disarmante: i vaccini Pfizer e Moderna non andavano autorizzati. Non c’erano, e non ci sono, le condizioni per giudicarli efficaci contro il Covid e, cosa ancora peggiore, alcuni stralci della documentazione che doveva essere presentata per l’approvazione sembrerebbero spariti. In particolare, quelli che riguardano un consistente numero di volontari che avrebbero manifestato effetti collaterali importanti entro sette giorni. Non solo, ma a conti fatti, l’efficacia del vaccino Pfizer resta sotto la soglia del 29%: Even after removing cases occurring within 7 days of vaccination (409 on Pfizer’s vaccine vs. 287 on placebo), which should include the majority of symptoms due to short-term vaccine reactogenicity, vaccine efficacy remains low: 29%.

A dicembre del 2020, l’AIFA dichiarava come non ci fosse alcuna controindicazione al vaccino per le donne in gravidanza: https://www.agi.it/salute/news/2020-12-22/aifa-approva-vaccino-nessuna-controindicazione-10784733/ mentre l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) sconsigliava vivamente di vaccinare donne in gravidanza: https://www.who.int/news-room/feature-stories/detail/who-can-take-the-pfizer-biontech-covid-19--vaccine . La stessa AIFA, al punto 7 della pagina che riguarda i Meccanismi di azione e protezione dei vaccini Pfizer e Moderna, https://www.aifa.gov.it/domande-e-risposte-su-vaccini-mrna dichiara che: essere vaccinati non conferisce un “certificato di libertà”.

 Nelle ultime settimane sono rimbalzate varie notizie, sia nel nostro paese che nel resto del mondo, riguardanti effetti collaterali e decessi avvenuti dopo la somministrazione del vaccino, e che forse vanno messi in correlazione con la dose inoculata. Da Israele agli USA, dalla Norvegia all’India, insomma un numero crescente di notizie che riportano, appunto, di gravi effetti collaterali dopo la somministrazione del vaccino Pfizer. Ora, non facile verificare tutte le notizie, e forse alcune sono non esattamente come riportate, ma quello che preoccupa è la non capacità di informarsi (parliamo del nostro paese) al di fuori delle Sacre Scritture che ci arrivano dal Governo e dai Saggi che compongono il Comitato Scientifico.

In Irlanda hanno pubblicato su un display luminoso, posto su una via di grande accesso, una serie di messaggi che recitano così: Mask spread germs – Take off your masks - ...Untested Covid vaccine has significant side effects - ... Experimental vaccines breach the Nuremberg code... insomma una serie di alert, fruibili da tutta la popolazione, che avvertono/informano che forse le cose non stanno come ci hanno detto o fatto credere. Uno studio Danese, a riguardo delle mascherine, avverte che non c’è una evidente correlazione tra la diffusione del covid e il non indossare la mascherina https://www.acpjournals.org/doi/10.7326/M20-6817?fbclid=IwAR1OpFcmyyYZzzksV330COtYpYzchJQxQ0FYLCvMXNAg-HZyxpvW88dhGNk .

 Ora, dopo tutti questi link e queste informazioni, che potremmo chiamare contro-informazioni, vale la pena di tornare al cognato della mia amica, alla sua attuale situazione ospedaliera e al come, quando, in che modo e perché ci informiamo o no. Io non so se questa persona, prima di vaccinarsi, si sia informata su effetti benefici – rischi – danni collaterali o prospettive di farla franca contro il virus. Certo è che la questione pone seri problemi che riguardano l’informazione che ci viene somministrata e quella che noi assorbiamo, leggiamo o cerchiamo in chiavi alternative.

Il mio ultimo Articolo https://www.linkedin.com/pulse/la-libert%C3%A0-bruno-marro-1e/ verteva infatti sulla libertà di opinione e, ovviamente, sottintendeva anche a una libertà di informazione, che dovrebbe attenersi al Codice Deontologico dell’Ordine dei Giornalisti e che, a tal punto, si rifà alla Costituzione: L’attività del giornalista, attraverso qualunque strumento di comunicazione svolta, si ispira alla libertà di espressione sancita dalla Costituzione italiana ed è regolata dall’articolo 2 della legge n. 69 del 3 febbraio 1963... e di seguito: l’Art. 6 paragrafo b): evita nella pubblicazione di notizie su argomenti scientifici un sensazionalismo che potrebbe far sorgere timori o speranze infondate avendo cura di segnalare i tempi necessari per ulteriori ricerche e sperimentazioni; dà conto, inoltre, se non v’è certezza relativamente ad un argomento, delle diverse posizioni in campo e delle diverse analisi nel rispetto del principio di completezza della notizia. Insomma, si esige, da parte dei giornalisti e dei media, una pluralità di informazione, in modo da garantire a tutti noi la possibilità di scegliere, decidere e di conseguenza agire.

 Ma forse anche questo non basta. Perché al di là dell’evidente difficoltà di reperire informazioni che non siano allineate all’attuale mainstream, c’è poi la volontà di chi le legge di apprenderle, confrontarle, farle proprie e quindi scegliere. Faccio un esempio: Fulvio Giuliani, Capo Redattore RTL, scrive da qualche tempo di essere molto preoccupato per una situazione di grave stallo in cui siamo e di non governabilità. Non vede proposte di vie d’uscita da parte del nostro Governo e anche, credo di aver capito, non vede risposte da parte di noi popolo, che ci siamo arenati in attesa di qualcuno che ci recuperi. Paolo Mieli, sicuramente più conosciuto, qualche settimana fa a Otto e mezzo, la trasmissione condotta da Lilli Gruber, afferma a proposito di farsi vaccinare: se fossi molto più giovane e in età di fare figli, sarei molto più cauto... la procedura ha avuto qualcosa di sospetto https://www.la7.it/otto-e-mezzo/video/vaccino-anti-covid-paolo-mieli-se-fossi-in-eta-di-far-figli-aspetterei-la-procedura-ha-avuto-20-11-2020-351464

Ora, entrambi sono stati oggetto di critiche da parte di molti lettori/ascoltatori e questo, credo, perché non esattamente allineati all’informazione mainstream. In questo paese, dall’inizio di questa emergenza, c’è sempre stata una totale dedizione e innalzamento sull’altare della verità di tutti coloro che hanno profetizzato l’estinzione della nostra razza, hanno incitato all’obbligo di chiuderci in casa a vita, di distanziarci, non più frequentarci, per paura di morire di Covid-19. Tutti coloro, e sono tanti e allo stesso modo accreditati, che invece sono andati contro queste catastrofiche previsioni, e hanno paventato l’idea che questo tipo di atteggiamento e le decisioni prese dal governo ci avrebbero portato alla situazione attuale, sono stati contestati dalla stragrande maggioranza della gente, addirittura alcuni insultati e altri relegati nel ruolo di negazionisti (terribile termine che deriva dalla negazione dell’Olocausto). Ora, trovo una notevole incomprensibile contrapposizione tra il nostro modo di essere e vivere, caotico, fuori dalle regole, improvvisato, rumoroso e ingegnoso, che abbiamo noi Italiani, con questa dedizione totale alla soluzione finale, al nichilismo più profondo, alla non vita per paura di morire.

Ci sediamo davanti alle nostre televisioni, ci scambiamo opinioni nelle strade (quando ci lasciano farlo), ci scriviamo sui social, ma tutti con l'obiettivo preciso di enfatizzare e applaudire coloro che in tute da astronauta sono chiusi in casa da mesi contro coloro che, invece, ipotizzano scenari diversi da questi. Insomma, basta che l’informazione sia sempre più allineata al concetto di virus mortale, di obblighi restrittivi, di non vita e tutti siamo felici e accondiscendenti. Non ci informiamo, non crediamo alle news non allineate, non andiamo a cercare fonti diverse, e bolliamo giornalisti e media fuori dal coro come persone da insultare, da denigrare e da cancellare dalla propria rete di informazione. Eppure, proprio grazie a internet, l’informazione oggi ha moltissime fonti. Certo bisogna cercare, controllare, scegliere, osservare e decidere. Capisco... un lavoro lungo e faticoso, anche per chi, come la maggior parte delle persone di questo paese, ha oggi molto tempo libero a disposizione. Siamo assoggettati a quello che ci viene propinato dall’alto, e non ci facciamo domande e non cerchiamo risposte. L’importante è non pensare, al resto ci penserà la provvidenza.

Un amico casertano, trapiantato al nord, qualche giorno fa mi ha detto: se dovessi giocare ora una schedina su questo paese, giocherei senza pensare una bella tripla, 1 – X – 2. Ho risposto che il problema non era giocare la tripla, ma se potremo ancora, in futuro, giocare una schedina.

La libertà di pensiero ce l’abbiamo. Adesso ci vorrebbe il pensiero. (Karl Kraus)

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