Vaccino e numeri

Vale la pena discutere di cose scientifiche, anche se nessuno di noi comuni mortali è in grado di farlo. Visto però che abbiamo capito che i nostri virologi e dottori vari, in fondo, non distinguono il raglio di un asino dal barrito di elefante, possiamo provare noi “popolo bue”, a fare alcune considerazioni.

Partirei dai documenti che la #Pfizer ha rilasciato sul vaccino anti-COVID, e in primis, il mitico bugiardino.

Per la lettura vi rimando al link ufficiale dell’#ema:

https://www.ema.europa.eu/en/documents/product-information/comirnaty-epar-product-information_it.pdf

Intanto vorrei sottolineare che non è possibile accedere alla composizione del vaccino, perché la formula è stata secretata in tutto il mondo. Divieto che vale anche per gli scienziati. Mia nipote infatti, scienziata a Gerusalemme, non può accedere alla composizione del vaccino. Ora fatta la premessa, il vaccino viene somministrato in due dosi a distanza di sette giorni l’una dall’altra. Considerando i tempi di reazione, prima di essere immunizzati passano dai 20 ai 28 giorni. Il vaccino presenta effetti collaterali “generali”, (come da bugiardino), ammesso che per tutti voi una sincope sia un generale effetto collaterale, su una persona su dieci. Vabbè si dirà, basta che quella persona non sia io. Vero. In effetti la probabilità di esplodere per sincope, 1 a 10 è bassa. Già... ma se ampliamo i numeri su larga scala, tipo: effetti collaterali su 10.000.000 di italiani, quel numero 1, comincia ad essere inquietante. In ogni caso, dobbiamo essere fatalisti e fiduciosi nella scienza, e poi il vaccino è stato testato e quindi siamo tranquilli. A questo proposito, vi rimando al sito della sanità Svizzera, che illustra molto chiaramente le fasi che un vaccino deve superare per essere considerato non solo sicuro, ma anche efficace:

https://www.infovac.ch/it/faq/sviluppo-del-vaccino

Se avete letto tutte le fasi di controllo di un vaccino, converrete, che, nella migliore delle ipotesi, in caso di un'emergenza consolidata, diciamo che, saltando qualche passaggio e accettando qualche effetto collaterale, il vaccino possa essere pronto in 18 mesi, dopo che sia stato testato su migliaia di volontari, di diverse età, specie, ceto sociale, sesso etc etc Ora il vaccino che il nostro #Governo ha scelto per noi, come detto in apertura, è quello della Pfizer. Vediamo i dati sullo studio e sviluppo di questo vaccino:

https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/12/10/vaccino-pfizer-pubblicati-i-dati-test-su-43-548-persone-efficacia-tra-il-903-e-il-976/6033106/

Per quelli contrari per religione a Il Fatto quotidiano, cercatelo sul sito dell’ISS e troverete le stesse tabelle, ma almeno sarete in pace con la vostra morale.

Dunque i test sono stati effettuati su 43 mila persone... insomma, abbastanza. In realtà non è proprio così. Di questi 43 mila, solo a 20 mila è stato dato il vaccino, agli altri un normale placebo, cioè acqua del rubinetto. Ora, 20 mila cominciano ad essere non molti, a questo va aggiunto il fatto che, sui soggetti testati, il vaccino è risultato efficace tra il 90/94% delle persone. Questo vuol dire che il 5/10% degli italiani che si vaccinerà prenderà comunque il COVID. A leggere i dati ISS, ad oggi siamo poco sopra i 2 milioni di casi, mentre i decessi sono 71.925. Quindi direi che a contagi siamo alla soglia del 3% rispetto alla popolazione italiana e, a decessi, siamo intorno al 3,5% dei contagiati.

Sempre per restare nei numeri, i guariti (comparati con i malati perché se non ti ammali, non puoi pensare di essere nei guariti), sono circa 1,4 milioni ovvero: circa il 70%.

Per questi numeri siamo chiusi in casa, con un'economia ormai devastata soprattutto nelle piccole e medie imprese e nei privati. Economia che impiegherà un tempo inimmaginabile a rialzarsi. Si dirà, e sono d’accordo, che non si può sacrificare la vita umana per l’economia.

A questo punto e, dopo tutti questi numeri, mi sono fatto una domanda, che vi rigiro e che magari qualcuno di voi si è fatto o sta per farsi. Ma se fino a ieri, all’Ilva di Taranto, alla Tissen di Torino e in migliaia di posti di lavoro, a nessuno è mai fregato niente di niente di infortuni, morti, menomazioni, malattie devastanti etc etc.... com’è che tutto ad un tratto siamo diventati così attenti alle condizioni di vita e lavoro di tutti noi, al punto di pensare che non bisogna mettere il lavoro, l’economia, i numeri davanti alla vita delle persone?

Buon anno a tutti

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