Post

Memoria corta

Da un po’ di tempo, ho come la strana sensazione che molte delle persone e delle cose accadute in questi tre anni, si siano perse nelle nebbie del passato. Non che sia così grave, in fondo noi in questo paese siamo avvezzi a dimenticare alla svelta. Facciamo un esempio: che si ricorda di Zibecchi o Giorgiana Masi? Quasi nessuno. Eppure, si tratta di due casi eclatanti, che negli anni 70 hanno segnato in modo funesto e violento la vita di quel periodo. Se vi dico Piazza Alimonda, quanti di voi si ricordano che cosa successe in quella piazza nel luglio del 2001? Pochi. Non fatevene una colpa, d’altra parte io non ricordo mai il nome di tutti e sette i nani. Eppure da bambino, quando si è maggiormente ricettivi, con quei nani mi hanno frantumato i “cabbasisi” come direbbe il compianto Camilleri. Ho pensato che in questo periodo di vacanze (per chi riesce ad andarci) e comunque in questi pochi attimi dell’anno in cui ci rilassiamo, pensiamo positivamente, ci lasciamo colpir...

Dritti alla meta

 L’Italia e il suo popolo stanno andando a schiantarsi. Ormai credo che solo i babbei non lo abbiano compreso. Lo schianto è previsto tra Ottobre e Dicembre 2022. I protagonisti dello schianto, governo e popolo nessuno escluso, fanno finta di niente. I primi affaccendati a sciogliere e ricostruire inutili gruppi parlamentari, o a progettare viaggi e grottesche riunioni dove pianificare improbabili scenari futuri e i secondi, tutti affaccendati a spingersi sui bagnasciuga di questa schifezza di paese, a fare commenti sulle chiappe al sole, a spendere gli ultimi risparmi in pizzerie che servono “margherite” che digeriranno nel 2050 quando di tutto questo non sarà rimasto più niente. Si costruiscono case, palazzi, cliniche e locali per i “ricchi” che resteranno e che se ne sono sempre fregati di pandemie e “crisi energetiche”, mentre per tutti gli altri ovvero tutti noi, si demolisce quel che resta (poco in effetti) degli ospedali pubblici, della scuola e dei servizi c...

È la somma che fa il totale

Negli ultimi tempi il numero delle gravi reazioni allergiche o delle “morti improvvise” dopo la vaccinazione, sta aumentando vertiginosamente. Da illustri personaggi come Allevi, che dichiarano di aver sviluppato il tumore, alla morte improvvisa di una sconosciuta ragazzina: “Chiara” di 18 anni che si sente male e muore al rientro a casa dopo una festa, l’elenco sta diventando lungo e pericoloso. Come diceva Totò: “È la somma che fa il totale” e il conto prima o poi arriva sempre. Dalle reazioni avverse più comuni come l’Herpes Zoster, abitualmente detto “Fuoco di Sant’Antonio”, all’insorgere e/o all’improvviso sviluppo di patologie dormienti sino alle morti improvvise, i database di tutto il mondo stanno impazzendo. Nel nostro paese, ogni giorno decine e decine di persone muoiono o lamentano reazioni avverse. Fatevi un giro sui quotidiani locali o sui database come Vaers o anche sul sito dell’ISS del nostro beneamato governo. I numeri sono impressionanti e salgono settimana dopo s...

Perdono

“Perdono” lo cantava Caterina Caselli. Era il 1966 e la canzone fece un certo scalpore. “Casco d’oro” così era soprannominata la Caselli, era un personaggio molto sicuro di sé. Determinata, perentoria, abile. O almeno questo era il suo “personaggio”. Nel ritornello la canzone recitava: “Perdono – Perdono – Perdono - Il male l’ho fatto più a me” Insomma come dire che mi sono fatta male da sola, mentre ho fatto male anche a te e per questo ti chiedo perdono. Il perdono è cosa antica che ci arriva dal cristianesimo. Nel Vangelo di Matteo (18-22), Pietro chiede a Gesù: Signore quante volte dovrò perdonare mio fratello se pecca contro di me? Fino a sette volte? E Gesù gli risponde chiaramente: «Non ti dico fino a sette ma fino a settanta volte sette» Quindi bisogna perdonare ma sino a un certo punto, in quanto matematicamente 70 volte 7, fa un numero altissimo di volte sicuramente, ma non un numero infinito. Forse anche Gesù a un certo punto, dopo una serie di innumerevoli torti, no...

Io non vi perdonerò mai

La vicenda dell’Eurovision 2022, ha chiuso definitivamente il capitolo della coscienza di massa, del pensiero critico e dell’autonomia decisionale. Non che ci fosse bisogno di altre conferme, ma gli articoli letti in questi giorni, i post, le chiacchiere che ho sentito in giro, hanno confermato inequivocabilmente la fine di questo paese dal punto di vista dell’autonomia cerebrale. Non sono contrario ai festival o a kermess di questo tipo anzi, auspico che il mondo sia pieno di ragazzi che si possano ritrovare, cantare e ballare sulle note delle canzoni dei loro idoli. È che “questo” Eurovision, non ha avuto niente a che vedere con le chiassose folle che riempivano gli stadi o i parchi nella provvisoria illusione di “essere liberi”. Il gruppo Ucraino: Kalush Orchestra vince l'Eurovision. Lo vince in una città che mi è cara: Torino dove ovviamente, al di là della lucente e festosa immagine del Festival, si nascondono mali oscuri e di lunga data. Mali mai risolti, che convivono c...

Dietro la collina

A volte qualche lettore mi giudica un po’ “pessimista”. Forse ha ragione. Io in realtà cerco sempre di essere molto realistico e, da quando sono bambino, ho sempre tenuto fede a quello che mio papà mi diceva: “Immagina il peggio che c’è e preparati ad affrontarlo. Non ti preoccupare non accadrà mai, ma se dovesse accadere sei pronto a fargli fronte”. Così qualche volta atterro su questo pianeta, sono un “pesci” e come tutti i pesci più propenso ai sogni che alla realtà e cerco, di calarmi nella vita reale. Se tornassimo indietro nel tempo e rileggessimo la storia, quella vera, riascoltassimo le frasi dei leader dei grandi paesi o quelle delle persone influenti, se diamo uno sguardo ai cambiamenti economici e politici che investono da qualche tempo il pianeta, ci accorgeremmo di come in modo ben delineato, dietro tutto questo ci sia la costruzione di un puzzle che si sta rivelando in tutta la sua mostruosità e pericolosità. Dietro la collina il futuro di questo paese è tutt’altro che...

Il mondo che verrà

 Il mondo che verrà, non avrà niente a che fare con quello che abbiamo conosciuto sino ad ora. Lo hanno capito in tanti chi prima chi dopo. La maggior parte delle persone, ha accettato senza battere ciglio una “nuova” normalità, che agli occhi dei tanti che hanno intuito come andrà a finire, non è accettabile. Questa maggioranza si aggira sicura tra le strade e le piazze delle città, trovando normale il vedere gli amici bardati di tutto punto con mascherine e guanti (alcuni) e, salutandosi dandosi il gomito o il pugno. Questa maggioranza poi si siede ai tavolini dei bar e dei ristoranti, ordina da bere o da mangiare, mostra con sicurezza il proprio lasciapassare come si mostra con noncuranza, il biglietto del tram al controllore. Nel loro mood quotidiano vivere così, rinchiusi da un modus vivendi che ha imposto regole sostenute da una campagna di terrore senza precedenti, per loro è diventato normale. È diventata: la vita. Klaus Schwab il co-fondatore di Google, ha dichiara...

Se vuoi la verità, dovrai cercartela da solo

Julian Paul Assange il 3 di luglio 2022 compirà 51 anni. Probabilmente farà il compleanno in un carcere di massima sicurezza degli Stati Uniti. Oggi (20 aprile 2022), la Corte di Londra quasi sicuramente darà il via libera alla sua estradizione in America. Rischia 175 anni di carcere. Per quanto mi riguarda, quello che rischia non è più così fondamentale. Julian Assange fisicamente non esiste più da tempo. Imbottito di chissà quali sostanze negli anni passati in carcere, Assange è ormai una larva umana. Gli Stati Uniti lo inseguono da anni, perché Julian ha rivelato “documenti segreti” in cui si evincevano i crimini americani, le esecuzioni, i soprusi gli stupri umanitari e politici, da loro perpetrati nei paesi "invasi" dall’impero USA. Documenti “segreti” che quindi noi, la gente comune, il popolo di questo pianeta, non doveva venire a conoscenza. Perché il popolo “bue”, il popolo stupido e manipolato, deve essere oggi aizzato contro i cattivi Russi, contro i guerrafon...